Cosa vuol dire comedogeno, sensibile all'ossidazione, grasso, secco, prima spremitura a freddo, macerato oleoso, Scopriamolo insieme per un uso ragionato degli oli vegetali.

Il mio olio è comedogeno o no?

Definizione del criterio di comedogenicità

Un olio detto comedogeno è un olio che può provocare la formazione di comedoni. Di comecosa? Comedoni: dei piccoli brufoli sgradevoli che assomigliano a brufoli di acne di cui pensavamo di esserci sbarazzati una volta finito il liceo... Punti neri e altri tipi di sfoghi appaiono quando la pelle produce troppo sebo, questo si indurisce ed ostruisce i pori formando il celeberrimo comedone. I comedoni sono abbastanza comuni nelle pelli miste, ma anche nella pelli giovani, e si concentrano nelle zone del viso dove si trovano più ghiandole sebacee e quindi la famosa zona T, per esempio.

Ecco qui una piccola scheda riassuntiva:

Il potenziale ossidativo degli oli vegetali

Da cosa dipende l'ossidazione?

Gli oli vegetali vengono spesso classificati per il loro potenziale ossidativo: si tratta di una degradazione degli acidi grassi in base alla quantità di doppi legami che possiede, in particolare più grande è il numero di doppi legami (quindi più l'acido grasso è insaturo) e maggiore sarà la sua sensibilità ad ossidarsi. Ma da cosa dipende l'ossidazione?

Tutti questi fattori favoriscono l'ossidazione degli oli vegetali, ma perché questa sarebbe poi così nociva? Un olio ossidato non va mai utilizzato: anche se si conoscono poco quelli che sono gli effetti sull'Uomo di un olio ossidato, sappiamo comunque che potrebbe causare delle reazioni allergiche anche gravi. E poi, non sottovalutiamo l'aspetto dell'odore, che è davvero immondo...


Ovviamente conservare un olio in un ambiente umido o contaminato da microrganismi non è proprio il esattamente ciò che vi consigliamo; è infatti importante che gli oli vegetali vengano riposti al riparo da luce e calore, in luogo fresco e asciutto e in un contenitore adatto. Gli oli vergini estratti mediante prima pressione a freddo si degradano molto più facilmente degli oli minerali.

Quali sono gli oli più sensibili all'ossidazione?

Per aiutarvi a conoscere meglio gli oli vegetali che probabilmente avete già nell'armadietto del vostro bagno, ecco una piccola lista ricapitolativa del loro potenziale ossidativo:

  • l'olio di cocco e di jojoba hanno un potenziale ossidativo quasi pari a zero, si conservano bene quindi per un bel po' di tempo prima che vengano intaccati dall'ossigeno
  • l'olio di ricino, macadamia, nocciola, tamanù, avocado, argan, mandorla dolce e noccioli di albicocca hanno un potenziale ossidativo debole, sono quindi poco sensibili all'ossidazione e si conservano abbastanza bene
  • gli oli di borragine, germe di grano, nigella e semi di uva sono invece un po' più delicati e vanno conservati con un po' più di cura, hanno un potenziale ossidativo medio; stessa categoria nella quale rientrano i nostri macerati oleosi (in questo caso si prende in esame l'olio nel quale i fiori sono stati messi a macerare, e per noi si tratta dell'olio di girasole, che ha, anch'esso, un potenziale ossidativo medio
  • infine, gli oli dall'alto potenziale ossidativo vanno acquistati in quantitativi ridotti e conservati in frigorifero dopo aver aperto la boccetta, è il caso dell'olio essenziale di rosa mosqueta.

Il mio olio è grasso o secco?

I principi di un olio grasso o secco

Quando si applica un olio vegetale sulla pelle è possibile che si avverta una sensazione di unto che non riesce ad andar via. Questa sensazione è data dalla composizione in acidi grassi dell'olio in questione che possono avere una struttura chimica più o meno affine con quella della nostra pelle. Più questa struttura è affine, più facilmente l'olio penetra nella pelle, si parla in questo caso di oli secchi, che non danno quindi la sgradevole sensazione di avere la pelle grassa. Questo tipo di oli permette di avere una pelle opaca, se invece preferite una pelle più satinata, sarà meglio optare per un olio grasso.

Riassunto degli oli vegetali secchi ad assorbimento rapido

Sono tanti i membri della famiglia degli oli secchi:

  • Argan penetra molto facilmente nella pella e la sua struttura chimica fa sì che è il miglior olio vettore per l'assorbimento degli oli essenziali nell'organismo
  • Noccioli di Albicocca, olio secco che non lascia film grassi una volta applicato sulla pelle
  • Mandorla Dolce, indicato tra l'altro per le pelli più sensibili
  • l'Avocado ha in più il vantaggio di essere ottimo come contorno occhi
  • Nocciola per godere di un profumo delicato e piacevole sulla pelle
  • Jojoba, olio secco particolarmente indicato in caso di pelli miste o grasse
  • Semi di Uva, perfetto per la cura della pelle del viso.

Cosa vuol dire olio vergine da prima spremitura a freddo?

Gli oli che proponiamo alla Compagnia dei Sensi sono tutti descritti come vergini e ottenuti da prima spremitura a freddo. Ma cosa vuole dire? Si tratta del metodo di estrazione, ed è questo che li oppone agli oli raffinati.

Un olio vergine viene ottenuto mediante un'estrazione semplice, rapida e rimasta immutata nel tempo, nonché particolarmente delicata: la spremitura a freddo. Si tratta di un'estrazione meccanica nella quale i frutti o i semi oleaginosi vengono appunto, spremuti a temperatura ambiente per evitare che gli acidi grassi si denaturino. Un olio vergine ottenuto da prima spremitura a freddo è quindi il primo succo che sgorga dai frutti e dai semi oleaginosi, senza alcun trattamento chimico o raffinazione. Natura allo stato puro! Un prodotto ricco in vitamine, antiossidanti e tutti gli oligoelementi preziosi per il nostro benessere.

Un olio raffinato, invece, viene ottenuto mediante estrazione chimica grazie ad un solvente (spesso l'alcol). Una volta ottenuto l'olio, questo passa attraverso diverse fasi:

  • degommaggio (o demucillaginazione) consiste ad eliminare i fosfolipidi dall'olio, ma anche gomme, resine e altre molecole complesse.
  • neutralizzazione dell'acidità dell'olio, mediante lavaggio spesso con soda caustica
  • decolorazione per togliere pigmenti quali clorofilla e betacarotene
  • deodorazione mediante distillazione in corrente di vapore sotto vuoto per rimuovere tutte le sostanze volatili e le tracce di proteine.

Tutte queste fasi richiedono l'utilizzo di sostanze chimiche e quindi la distruzione di acidi grassi essenziali, provocando la perdita dei componenti naturali dell'olio che sono molto interessanti per l'uomo. Il vantaggio degli oli raffinati è che possono conservarsi molto meglio di un olio vergine.

In cosa differiscono macerati oleosi e oli vegetali?

Non tutte le piante possiedono semi oleaginosi o frutti da spremere, quindi non tutte possono fornire un olio vegetale. Per oltrepassare questo ostacolo e poter comunque godere delle proprietà benefiche di queste piante si è trovato un altro metodo: la macerazione. Il principio è semplice: si prende la parte della pianta che ci interessa e la si immerge in un olio vegetale neutro, principalmente olio di semi di girasole o di oliva. La composizione di questi oli permette la trasmissione di principi attivi dalla pianta all'olio che la contiene. A macerazione terminata, l'olio non è più neutro e possiede tutti i principi attivi della pianta non oleaginosa.

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